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Caccia alla Lepre: passione antica, difficile, che mette alla prova fucile, cartucce e cacciatore.

Scritto da Gianluca Garolini | 4 ago 2026, 09:41:04

Inutile ricordarlo, ancora oggi, cacciare la lepre, farlo coi segugi nei mesi invernali, è una delle attività venatorie più belle e appassionanti, giornate coinvolgenti per la teatralità dell’insieme.

Una mattina fredda col terreno ghiacciato, la brina e la galaverna che rendono tutto di vetro, il terreno scricchiola a ogni passo e dal concerto dei segugi sul “buono di messa”, schizza l’orecchiona poco avanti da loro. La fucilata la coglie rovesciandola, e mentre ancora scalcia subito i cani le sono addosso, la mordicchiano ed annusano, finché l’Uomo/Cacciatore la raccoglie e alza al cielo, compiendo il gesto finale di questa antica appassionante cerimonia.

Subito dopo si raccoglie ed esamina il bossolo, è stata la cartuccia ad aver la parte non meno importante di questa giornata venatoria, in cui si celebra la lepre, mammifero, selvatico reale e autentico, il più importante tra la nostra stanziale, è stata la carica che ha lanciato la micidiale rosa dei pallini ad avere il merito di aver compiuto alla perfezione il suo dovere balistico e l’onore di chiudere quel cerchio della vita e della morte, che con buona pace di chi non lo capisce è lo stesso fin dalla notte dei tempi.

Così, dopo aver controllato la lepre, adagiatala scrupolosamente nella “ladra”, il carniere a saccona, posteriore nella giacca da caccia, si guarda il bossolo, con stima e compiacimento, inevitabilmente lo si annusa, alla ricerca di quell’aroma che è parte integrante della cerimonia come l’incenso lo è nelle funzioni religiose. Tornano ora a mente molte lepri del passato, si rivedono amici, scorci dei nostri luoghi di caccia, le fucilate andate a segno e quelle mancate e rivediamo noi stessi giovani in quel gesto apparentemente insignificante dell’annusare il bossolo, del guardalo e soffermarsi su quella scritta “MB” che fa parte dei nostri ricordi più intensi e immutati, quelli ormai fissi nel ricordo delle nostre giornate più belle di caccia.

La cartuccia nella caccia alla lepre, è un particolare di immensa importanza, contiene come un ingrediente importante di una antica ricetta, tradizione, cultura, fiducia e speranza, ognuno ricorda quel corto pesante cilindretto di plastica o cartone passatogli dal padre o dal nonno o dall’amico più caro; resta un punto imprescindibile in questa caccia. Tra tutte le tipologie ricordiamo la MB Tigre o la MB Tricolor, la MB Gigante o la F2 Flash, sono le interpreti principali della nostra opera, per i cacciatori lepraioli emiliani, hanno la stessa importanza del motore nell’auto da corsa col cavallino, la stessa qualità sopraffina del Parmigiano Reggiano nel ripieno dei felsinei Tortellini.

Delle cose migliori, il tempo può cambiare ben poco, oggi dopo quasi 100 anni di storia i lepraioli non hanno mutato la loro fiducia sulla scelta della cartuccia per la lepre, stando in armeria, vediamo già dai primi giorni di settembre, avvicendarsi i cacciatori per prendere le loro cartucce preferite, non di rado pur con una granitica certezza, chiedono un consiglio sulla tipologia del borraggio, sull’effetto dell’orlatura piuttosto che della stellare o chiedono la certezza della stabilità al variare della stagione verso il freddo inverno ed allora con piacere e coinvolgimento ripetiamo loro quali siano le differenze ed i punti di eccellenza di ogni tipo.

 

 

 

Le cartucce più amate dai lepraioli

La MB Tricolor, nata nel 1929, resta oggi una della scelte più amate e ripetute, la corazzata bolognese è forte di una tradizione storica e di una nomea senza rivali, a renderne inscalfibile la sua fama sono l’effetto balistico certo e immutabile della polvere MB, un'eccellenza tutta italiana dei propellenti più attuali e moderni, sicura, stabile e insensibile al clima.

La MB Tricolor nel suo bossolo da 70 mm contiene la MBx32 in un dosaggio elevato, circa 1,85/1,90 grammi, la couvette in plastica assicura una perfetta chiusura ai gas generati dall’esplosione, mentre la borra in feltro è un insostituibile ammortizzatore tra pallini e centinaia di bar. L’orlo tondo ci assicura regolarità e distribuzione perfetta nelle rosate, appena più generose e con pallini equamente distribuiti dai margini al centro. Fucilata asciutta, corposa ma morbida, efficace fino alle massime distanze, portata ben regolabile tramite la scelta della strozzatura, insensibile a vento, pioggia, freddo o caldo, da 5 generazioni le lepri colpite ruzzolano, spente senza sangue, la preda pulita vale il doppio.

I pallini disponibili in tutti i numeri necessari, dal n°0 (3,9 mm) al 7 (2,5 mm) ancora in sella più forte che mai dopo 97 anni dalla nascita. Parente stretta e scelta elettiva per l’apertura semi-estiva è la MB Super Gigante, una versione lussuosa della Tricolor, stesso assetto, ma elementi “de luxe” anche sopra alla polvere MB, troviamo infatti la borra in feltro e sughero a tre strati, i pallini lucidati e selezionati induriti, il bossolo vitreo, trasparente chiuso dal solito gradevole richiamo alla tradizione, l’orlo tondo su dischetto. Balistica simile, qui ancora migliorata dall’insieme borra/pallini, una cartuccia con forte riserva di energia usabile sempre dall’apertura all’inverno. Per chi usa fucili datati o leggeri, anche vecchie doppiette o automatici con camere di 65 mm la soluzione B&P ce l’ha ugualmente e si chiama “MB Gigante” una cartuccia semplice e non potentissima, ma efficace e sicura in ogni stagione. Bossolo 12/65 quindi universalmente utilizzabile, polvere MBx32 e borraggio tradizionale composto da couvette e feltro, pallini neri temperati al 2% di Sb, in dosaggio doppio: g. 32 con pallini piccoli e g. 33 con pallini medio grossi, efficace e classica con orlo tondo.

Chi vuole più potenza e magari pensa alla caccia nelle gelide giornate invernali, mantenendo la MB, possiamo passare alla specifica cartuccia MB Winter, una corazzata nata per il freddo. Potente cartuccia con polvere MBx36 in dose robusta di g. 1,90/1,95, borra antigelo Z3M e pallini induriti, bossolo Gordon in plastica trasparente e stellare, balistica impostata per climi freddi ed umidi, dove la notevole scorta di energia elimina ogni eventuale flessione di rendimento, una certezza nelle mattinate fredde e su prede ormai in “pesante abito invernale”, con fitto sottopelo e la tendenza a fuggire dal covo alle lunghe distanze. Ancora una potente cartuccia adeguata alle stesse condizioni climatiche, la prestigiosa MG2 Mythos 38 grammi; elegante corazzata con elevati valori di velocità e pressione, ottima col freddo. Borra speciale e pallini nichelati e selezionati, per garantire rosate dense e regolari anche pieno inverno. Efficacissima con piombo grosso, per le elevate velocità iniziali che spingono la penetrazione al top anche con diversi gradi sotto zero, le sue prestazioni sono disegnate proprio per cacciare mammiferi coriacei in pieno inverno; col n. 3 abbiamo probabilmente per la lepre una soluzione eccezionalmente centrata.

 

 

 

Le cariche maggiorate per la caccia alla lepre

Per chi ama le cariche maggiorate ma non vuole sconfinare nel 12/76 Magnum, B&P può offrire per la caccia alla lepre diverse soluzioni efficaci e razionali, a noi vengono in mente due cartucce superlative: una Baby Magnum con 42 grammi di pallini grossi oppure l’altra baby magnum appartenente alla linea MG2 Mythos, la 40 grammi HV color nero.

La prima è una potente corazzata ad elevata grammatura di ben 42 grammi di piombo temperato, classico assetto in bossolo Gordon con borra contenitore e chiusura stellare, disponibile anche nei numeri di pallini più grossi (0-7) costituisce una formidabile scelta balistica per chi ama le grammature pesanti e magari utilizza armi pesanti e con canna lunga. Le rosate in canne strozzate ** o * sono molto concentrate ed abbinate ad una forte penetrazione, l’ideale sulla lepre fino alle massime distanze e soprattutto in periodo freddo con animali protetti dal mantello invernale. Più accattivante la MG2 Mithos 40 grammi, una Baby Magnum de luxe, per la borra antigelo pretagliata a garanzia di una perfetta tenuta anche in freddi intensi, piombo nichelato selezionato disponibile fino al n. 0 (3,9 mm) bossolo Gordon e stellare, potenza in ottima esuberanza ed efficacia strepitosa nei tiri lunghi, dove la penetrazione e la densità di rosata, conferiscono doti balistiche di primaria importanza.

Chi ama cacciare la lepre con la massima potenza balistica può scegliere tra tre cartucce magnum: MG2 Mythos 46 grammi, cartuccia veloce e potente, ma non troppo penalizzante sul rinculo, adatta a tutta la stagione di caccia e dotata di eccellente balistica terminale. La Magnum 50 con polvere M92S, una magnum classica e potente con rosate dense e prestanti in virtù della pesante carica di 50 grammi di piombo bianco lucidato e selezionato. Infine abbiamo la Super Magnum da 56 grammi di piombo nichelato, potente e con forte grammatura, adatta a garantire le massime prestazioni fino alle distanze limite del calibro 12.

 

 

Abbiamo un’ultima possibilità balistica, balisticamente la più performante e il mezzo più efficace nei tiri lunghi ed in quelli impossibili, parlo della cartuccia con pallini in lega di tungsteno, la MG2 Tungsten 35.

È una corazzata con borraggio biodegradabile e pallini atossici in lega contenente una buona percentuale di tungsteno, con densità superiore al piombo ed elevata durezza e sfericità, ma veniamo a noi in modo più chiaro e diretto, cos’è e a cosa serve? La cartuccia B&P MG2 Tungsten con pallino n° 5-6 ha una capacità penetrativa ed una ritenzione di energia eccezionali, a tiro centrato, le sue prestazioni la rendono efficace fino ai 55/60 metri circa un 20% in più della distanza massima raggiungibile dal pallino n. 3 in piombo (3,30 mm.)

Non servono pallini più grossi, il n°5 in tungsteno “buca” quanto un pallino n°0 in piombo, viaggia in rosate raccolte e compatte e picchia sodo anche intorno ai 50 metri. Il suo costo è elevato, il triplo di una buona corazzata, ma un pugno all’anno di queste cartucce, per le occasioni speciali veramente, può essere fonte di immense soddisfazioni e soluzione di problemi balistici impossibili.