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Caccia alle oche: quali cartucce scegliere?

Scritto da Simone Manetti | 30-gen-2026 14.57.04

Scegliere le cartucce per oche giuste è un passaggio necessario prima di intraprendere questa emozionante ma impegnativa forma di caccia.

Per scegliere le cartucce migliori mi sono recato in Baschieri & Pellagri, a Marano di Castenaso, dove grazie all’esperienza di Gianluca Garolini e di tutto il Reparto Tecnico ho potuto provare alla placca le cartucce scelte “sulla carta”. Con me avevo il fucile che impiegherò per questa caccia, un Beretta A391 Extrema 2 camerato 12/89, con canna forata 18.6 e dotata di strozzatori intercambiabili “Optima-Choke Plus”.

La prima cosa che abbiamo valutato è la dimensione del pallino. Quelli più utilizzati e consigliati variano dal 2 (3.5mm) al 4/0 (4.5mm) in considerazione anche della grammatura scelta. Le cartucce baby magnum o magnum 12/76, ma anche 12/89, vengono spesso impiegate e possono essere utili perché, quando i pallini sono così grandi, garantiscono rosate più guarnite. Di contro, restituiscono un rinculo energico, soprattutto se si tratta di cartucce ad alta velocità (HV).

Come abbiamo già approfondito in passato, l’energia che un pallino sviluppa è fondamentale per ottenere un abbattimento pulito. Per scegliere quello giusto, a mio avviso dobbiamo prima fare alcune considerazioni su che animali andremo a cacciare e in quali condizioni climatiche. Inoltre, la tabella di seguito fornisce delle indicazioni chiare e molto utili.

 

 

 

Quali oche si cacciano in Europa

Iniziamo dal selvatico, il vero protagonista della nostra passione. L’oca, o meglio le oche, cacciabili in Europa sono 3: 

  • l'oca selvatica, che è il "peso massimo" del genere Anser. Parliamo di un selvatico imponente, dove i maschi adulti superano agevolmente i 4 kg. La sua lunghezza sfiora i 90 cm, il che significa trovarsi di fronte a una struttura ossea e muscolare estremamente robusta.
  • L'oca granaiola, che si colloca in una posizione mediana, ma molto vicina alla selvatica per potenza strutturale. Il suo peso oscilla generalmente tra i 3 e i 4 kg. È un uccello più compatto, caratterizzato da una muscolatura pettorale molto sviluppata per le lunghe migrazioni, fattore che balisticamente richiede pallini dotati di grande capacità di penetrazione.
  • L'oca lombardella, la più "leggera" delle tre, ma non per questo fragile. Il suo peso si attesta solitamente tra 1,8 e 3 kg. Nonostante le dimensioni minori (circa 65-78 cm di lunghezza), la densità del suo piumaggio invernale è notevole. Sebbene richieda un'energia d'impatto leggermente inferiore alle sorelle maggiori, la sua agilità nel volo impone rosate che non sacrifichino troppo la densità dei pallini.

È evidente che si tratta di selvatici dalla mole importante, particolarmente tenaci per struttura fisica e copertura del piumaggio. Per essere abbattuti con etica certezza richiedono l’impiego di pallini grossi, di almeno 3,3-3,5mm di diametro (n°3-2), spinti a buona velocità, per ottenere un’energia consistente.

 

 

L'effetto "muro invisibile": perché il freddo condiziona il tiro

Nella caccia alle oche, quando le temperature scendono molto andando anche diversi gradi sotto lo zero, avviene un vero e proprio cambiamento delle leggi fisiche in cui si muovono i pallini. L’aria fredda è più compatta e "pesante" di quella mite: questo si traduce in un maggiore attrito che frena la corsa della nostra rosata. 

Per capire l'impatto reale alla distanza di 35 metri, confrontando una giornata da 18°C in cui la densità dell'aria è di circa 1,212 kg/m³, con una gelida a -5°C in cui la densità dell'aria sale a circa 1,316 kg/m³, possiamo analizzare due fattori decisivi:

  1. La perdita di velocità: se spariamo un pallino standard (come un n° 2 in piombo) a una temperatura di -5°C, questo incontrerà una resistenza dell'aria maggiore di circa il 10%. Di conseguenza, arriverà sul bersaglio con una velocità inferiore di circa il 4% - 6% rispetto a quanto farebbe a 18°C.
  2. Il calo dell'energia all'impatto:Il vero problema per l'abbattimento di un selvatico massiccio come l'oca non è quanto il pallino sia veloce, ma quanta energia cinetica riesce a trasmettere. In fisica, l'energia non cala in modo proporzionale alla velocità ma quadratica. Per questo motivo, quella perdita di velocità si trasforma  in una perdita di energia d'impatto che si attesta tra l'8% e il 12%.

È proprio per compensare questo "muro invisibile" d'aria densa che è conveniente utilizzare caricamenti High Performance e pallini ad alto peso specifico, come il tungsteno. Così da "bucare" l'aria fredda mantenendo l'energia necessaria per garantire penetrazioni profonde e abbattimenti puliti, anche nelle condizioni climatiche più estreme.

 

 

Le prove di rosata delle cartucce scelte

In medio stat virtus” sostenevano i Latini e vale anche in questo caso, perché pallini troppo grossi forniscono rosate poco dense e pallini troppo piccoli sarebbero poco efficaci, anche alla luce di quanto appena trattato.

In definitiva, una buona carica tra 36-38 e 42-46 grammi di pallini n°2 o 0 ad alta velocità è un’ottima scelta fino alla soglia dei 36-40 metri. Spingendosi oltre è consigliato impiegare caricamenti magnum e pallini grossi, fino al 2/0 (4,1 mm) o 3/0 (4,3 mm). 

Sperando di riuscire a far giocare le oche, opterò per cartucce tra 36 e massimo 46 grammi con pallini n°2, 1 o 0. Nel mio fucile, un Beretta Xtrema 2.5 dotato di ammortizzatore nel calcio, sarò sicuro di non soffrire il rinculo neanche in caso di serie prolungate e ravvicinate di colpi. Le cartucce testate a 34 metri di distanza sono le seguenti: Baby Magnum 42 grammi pb.0, MG2 Mythos HV 40 grammi pb.1 e MB Long Range 36 grammi pb.0.

 

 

Le tre rosate sono belle. A mio avviso non fanno rimpiangere né una strozzatura più accentuata, né caricamenti molto più pesanti. Sono ben circolari, guarnite, e come si noterà nei video che usciranno a breve sui social di B&P, perfettamente efficaci su selvatici della mole descritta in precedenza.

In conclusione, voglio rimarcare l'importanza di questi test. Essendo per me la prima volta alle oche, avevo diversi dubbi sulla scelta di cartucce e strozzatura, ma in un paio d'ore di test alla placca tutti i miei dubbi sono stati risolti. Così, partirò con la sicurezza di avere l'attrezzatura giusta. Non è poco considerando che spesso, a caccia, la sfida da vincere è tra le orecchie e non davanti alla canna.