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Chiusura stellare o orlo tondo? Quali sono gli effetti balistici

Scritto da Gianluca Garolini | 3-ott-2017 11.34.40

Il bossolo delle cartucce da caccia che contiene e raggruppa polvere, borra e pallini, necessita chiaramente di una chiusura che mantenga compatta questa unità ed impedisca ai vari elementi di muoversi al suo interno o di fuoriuscire.

Al giorno d’oggi esistono due metodi per chiudere il bossolo che sono l’orlatura tonda e la chiusura stellare.

La prima è sicuramente quella più storica e viene realizzata tramite un arrotolamento su sé stesso del tubo in contrasto con un cartoncino, che per comodità riportava solitamente il numero del pallino.

Successivamente all’orlatura tonda è stata affiancata la più semplice chiusura stellare, così denominata per l’aspetto a raggiera del tratto finale del bossolo che viene dapprima plissettato, poi ripiegato su sé stesso e fermato con una leggera orlatura.

Ma quali sono gli effetti balistici di queste due tipologie di chiusura del bossolo?

Scopriamolo insieme esaminando in dettaglio queste diverse modalità di chiusura delle cartucce.

 

La chiusura stellare: perché è la chiusura più utilizzata?

La chiusura stellare, già definita come plissettatura della parte terminale libera del bossolo, utilizza di questo un tratto di circa 11 mm, portando la misura della cartuccia finita a circa 55/58 mm, sui bossoli calibro 12 di uso più comune.

Il vantaggio principale della chiusura stellare consiste nel non collocare nulla davanti ai pallini e nel contempo di essere realizzabile sia a livello amatoriale sia industriale con 3 semplicissimi passaggi:

  1. Formazione delle pieghe ( 6 o 8 ) sul tratto terminale del bossolo;
  2. Ripiegamento e appiattimento della chiusura sui pallini;
  3. Orlatura di consolidamento della chiusura.

Sul piano balistico possiamo dire che la chiusura stellare conferisce alla rosate un’ottima concentrazione e regolarità di distribuzione dei pallini, mantenendo sempre molto nutrita la zona più centrale della rosata, con intuibili vantaggi nei tiri al limite della portata.

Impiegando un lungo tratto di bossolo, la chiusura stellare, riduce sensibilmente l’altezza del borraggio, sviluppa facilmente buoni livelli pressori e per la sua resistenza allo svolgimento permette un ottimo rendimento anche alle polveri progressive e più lente.

 


 

La chiusura stellare è oggi il sistema più usato sulle cartucce moderne e preferito dalle aziende produttrici di munizioni abbinando ad un’ottima resa balistica un evidente risparmio sulla quantità di polvere.

Se vogliamo trovare un limite a questa chiusura, lo individueremo nelle occasioni in cui il tiro avviene a breve e media distanza. Infatti la tendenza ad accentrare le rosate normalmente produce una densità dei pallini troppo alta per sparare al di sotto dei 20 metri, caso limite, ma frequente nelle cacce con il cane da ferma e in ambiente boschivo.

 

L’orlatura tonda: la chiusura ideale per le brevi-medie distanze

La chiusura ad orlo tondo può essere sintetizzata come un semplice ripiegamento nell’estremità del bossolo su un cartoncino o dischetto di plastica che impedisca ai pallini di fuoriuscire dal bossolo.

Si tratta della tecnica di chiusura più antica e più apprezzata dai cacciatori tradizionalisti; certamente il sistema più equilibrato per conferire generosità e regolarità di distribuzione alle rosate, quindi preferibile qualora si abbia necessità di cacciare o tirare su prede o bersagli a medio/breve distanza.

 

 

Utilizzando solo 5/6 mm di bossolo, l’orlo tondo richiede borraggi più alti ed offre allo svolgimento una resistenza non eccessiva. Per questo diventa la chiusura elettiva per cartucce con polveri molto vivaci o per contenere efficacemente la pressione in assetti forzati o maggiorati.

Moltissime aziende di caricamento ancora oggi mantengono l’orlo tondo abbinandolo soprattutto al borraggio tradizionale in feltro e ai bossoli con il tubo in cartone.

Queste cartucce dall’aspetto molto tradizionale e indiscutibilmente romantico, oltre a fornire un eccellente rendimento balistico sulle medie distanze, le più abituali e frequenti a caccia, arricchiscono le emozioni, creando un avvincente ritorno al passato con il loro utilizzo.

 

Alcuni consigli per la chiusura delle cartucce

In certe tipologie di cartucce, come quelle a palla, la chiusura prevalente è costituita dall’orlo tondo, direttamente sul proiettile, senza interposizione di dischetti di chiusura. 

In questo caso, contrariamente alla normalità, verranno utilizzati circa 10 mm di tubo del bossolo, per creare una super orlatura che mantenga ben ferma e stabile la speciale palla contenuta nel bossolo.

Anche le cartucce a pallettoni, per una loro immediata individuazione, oltre a bossoli trasparenti, fanno uso dell’orlo tondo su uno speciale dischetto trasparente.

 

 

La chiusura stellare, d’altro canto, diventa scelta obbligata nell’uso di bossoli molto lunghi, come i Magnum (12/76) ed i Super Magnum (12/89). In questo caso infatti, l’orlo tondo pur se teoricamente utilizzabile, lascerebbe la cartuccia finita, eccessivamente lunga e non utilizzabile in armi semiautomatiche.

 

Un po’ di storia! Ogivale e Vecchiotti le antenate della moderna chiusura stellare

Due chiusure singolari del passato che possiamo considerare le antenate della chiusura stellare sono: la ogivale e la Vecchiotti (esclusiva storica dell’azienda Baschieri & Pellagri). 

La chiusura “Vecchiotti” denominata dal cognome del suo inventore, venne utilizzata dalla Baschieri & Pellagri per le cartucce da tiro destinate all’utilizzo sulle minori distanze.

 

 

Era realizzata tramite una plissettatura elicoidale del tratto terminale del bossolo in cartone ripiegata e fermata tramite una piccola bolletta centrale in metallo oppure con un bollino in robusta carta autoadesiva.

Il tratto plissettato elicoidale, allo svolgimento, imprimeva sulla colonna dei pallini in transito una rotazione che portava a generare rosate generose, aperte e molto regolari, già a distanze di poco superiori ai 20 metri.

La chiusura ogivale era realizzata plissettando la parte terminale del bossolo in cartone ed accostandone le pieghe nella realizzazione di una sorta di “ogiva”, a forma di cupola, fermata da un cappuccio di robusta carta incollata.

 

 

Questa chiusura, caratteristica sulle cartucce Sant’Uberto Special di una nota azienda toscana, venne gradualmente sostituita per i suoi limiti balistici, dagli anni ‘60 in poi, con la chiusura stellare.